Scopri le teorie ed i metodi con cui creaiamo i nostri prodotti

Ogni teoria è stata a lungo sperimentata personalmente dai membri della nostra famiglia

Paradosso del Gatto di Schrödinger

Utilizziamo materialmente a nostro favore un paradosso lungamente discusso negli ultimi 30 anni dai fisici quantistici di tutto il mondo

Teoria dell’entaglement quantistico

Questa teoria ci supporta nella velocità del cambiamento

Neuroni specchio

Come per l’entaglement siamo supportati dai neuroni specchio nella velocità del cambiamento

Sviluppo dell’attenzione focalizzata, l’ancoraggio

Poniamo l’attenzione sui punti chiave dell’esistenza e vi ancoriamo la volontà

Placebo in aperto

Il placebo solitamente viene utilizzato nell’inconsapevolezza della persona, noi lo diciamo e lo raccontiamo chiaramente

Teoria Pavloniana dell’associazione di idee

Usiamo il passato per condizionare il presente e ti spieghiamo come

Paradosso del Gatto di Schrödinger

Il paradosso del gatto di Schrödinger, formulato dal fisico austriaco Erwin Schrödinger nel 1935, è uno dei più celebri esperimenti mentali della fisica quantistica. Immagina un gatto chiuso in una scatola, insieme a un meccanismo che ha il 50% di probabilità di ucciderlo entro un’ora, in base al decadimento di un atomo radioattivo. Fino a quando non si apre la scatola, secondo la meccanica quantistica, il gatto è simultaneamente vivo e morto: si trova in una sovrapposizione di stati. Solo l’osservazione – l’atto di guardare dentro la scatola – fa “collassare” questa ambiguità in una realtà concreta.

Ora spostiamoci dalla fisica alla medicina, e consideriamo il cosiddetto effetto placebo. Si tratta di una risposta positiva a un trattamento che non ha alcuna efficacia farmacologica diretta: una pillola di zucchero, ad esempio, può ridurre il dolore se il paziente crede che sia un analgesico. È la mente dell’osservatore (il paziente stesso) a influenzare la realtà biologica del corpo.

Come il gatto di Schrödinger è sia vivo che morto finché non si guarda, anche il corpo umano può trovarsi in uno stato incerto, sospeso tra malattia e guarigione, fino a quando la percezione, la convinzione, l’aspettativa mentale non definiscono l’esito. Il placebo non cura in senso biochimico, ma l’osservatore (cioè la mente del paziente) agisce come “l’apertura della scatola”: induce un cambiamento reale partendo da una convinzione soggettiva.

Teoria dell’entaglement quantistico

L’entanglement quantistico è un fenomeno della meccanica quantistica in cui due o più particelle, come elettroni o fotoni, diventano così intimamente connesse che lo stato di una influisce istantaneamente su quello dell’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa. Immagina due dadi magici: lanciandoli, il risultato di uno determina immediatamente il risultato dell’altro, anche se si trovano a milioni di chilometri di distanza. Questo collegamento sfida la fisica classica e sembra violare il limite di velocità della luce per la trasmissione delle informazioni, eppure funziona in modo sorprendente.

Applichiamo questa teoria alla consapevolezza che siamo tutti profondamente connessi. Una parte significativa della popolazione, a causa delle difficoltà e del basso stato energetico in cui si trova, non è attualmente in grado di mantenere uno stato ricettivo al cambiamento, ma rimane comunque legata a persone capaci di farlo. Così, chi è in grado di trasformarsi supporta indirettamente il cambiamento di chi lo circonda, anche se queste persone non ne sono consapevoli. Le caratteristiche di chi è meno ricettivo muteranno attraverso l’influenza di chi invece è pronto al cambiamento; in ogni caso, la trasformazione avviene. Una sola persona porta con sé una rete vasta di connessioni, e sappiamo quanto questo sia fondamentale.

Crediamo nel potere di ciascun individuo e sosteniamo questo cambiamento, una persona alla volta. Maggiore sarà il numero di persone che useranno con successo i nostri prodotti, più profondo sarà l’impatto sul cambiamento dell’umanità intera.

Neuroni specchio

I neuroni specchio sono cellule cerebrali che si attivano sia quando compiamo un’azione, sia quando osserviamo qualcun altro farla. Scoperti negli anni ’90 nei macachi, si trovano in aree del cervello come la corteccia premotoria e parietale. Funzionano come uno specchio: se vedi qualcuno sorridere o afferrare un oggetto, i tuoi neuroni specchio si attivano come se fossi tu a compiere quell’azione.

Questo meccanismo è essenziale per l’empatia, l’apprendimento per imitazione e la comprensione delle intenzioni altrui. Ad esempio, quando osservi una persona triste, i neuroni specchio ti aiutano a percepire la sua emozione, facilitando la connessione sociale. Negli esseri umani, sono coinvolti in abilità come il linguaggio, l’imitazione di gesti e l’apprendimento di nuove competenze.

Possiamo paragonare questa teoria all’entanglement: mentre quest’ultimo si basa su un legame invisibile, i neuroni specchio si fondano sull’osservazione e la replica. Immagina dieci automobili in fila che viaggiano a 50 km/h perché la prima rispetta il limite. Pur avendo potenzialmente velocità diverse, tutte procedono alla stessa velocità seguendo la prima auto. Se una delle auto decide di sorpassare, anche altre potrebbero seguirne l’esempio. Se nessuno supera, tutti continuano a mantenere la stessa velocità. Il primo a cambiare comportamento attiva i neuroni specchio degli altri, spingendoli ad agire in modo più conforme alla propria volontà.

L’ancoraggio e l’attenzione focalizzata

Utilizziamo i nostri prodotti come punti di ancoraggio per le vostre volontà. Non importa se il sogno o il desiderio siano grandi o piccoli: ciò che conta è che vengano espressi e vissuti. Senza mettere in pratica i propri sogni, si resta intrappolati in una condizione di immobilità passiva. Anche chi sembra avere poca determinazione, in realtà possiede grandi volontà, che possono manifestarsi inizialmente attraverso piccoli traguardi, come smettere di mangiare un certo alimento, smettere di fumare o iniziare a correre tre volte a settimana. Non è importante l’entità del cambiamento, ma che sia il primo passo di un lungo cammino.

Vi accompagniamo inoltre a vivere pienamente il momento presente, grazie a prodotti che vi ricordano costantemente cosa state facendo nel qui e ora, attraverso la concentrazione su piccoli rituali. La ritualizzazione di un’idea è infatti fondamentale per cristallizzare un pensiero: senza una forma definita, fatichiamo a interpretare i nostri gesti.

Placebo in aperto o open-label

Tradizionalmente, l’efficacia del placebo è stata associata all’inganno: al paziente viene somministrata una sostanza inerte, ma viene fatto credere che sia un vero farmaco. Tuttavia, recenti studi hanno mostrato che i placebo open-label, ovvero somministrati sapendo apertamente che si tratta di placebo, possono comunque avere effetti terapeutici reali.

In questi casi, al paziente viene detto chiaramente che la pillola non contiene principi attivi, ma anche che il solo atto di prenderla può attivare meccanismi fisiologici benefici grazie all’interazione tra mente, aspettativa e risposta corporea.

Il placebo open-label sfida l’idea che l’effetto placebo funzioni solo grazie alla manipolazione o all’autoinganno. Al contrario, suggerisce che la consapevolezza e il contesto terapeutico — come la fiducia nel medico e la ritualità della cura — possano da soli innescare risposte biologiche misurabili.

Teoria Pavloniana dell’associazione di idee

Attraverso la teoria Pavloniana dell’associazione di idee, che sostiene come la mente umana possieda ancoraggi fissi profondamente radicati basati su abitudini inconsce accumulate nel tempo, possiamo integrare efficacemente l’effetto placebo all’interno di oggetti di uso quotidiano come pillole, gocce o braccialetti. Questi strumenti richiamano gesti e azioni ripetuti costantemente nel corso dei secoli, tramandati e radicati in noi grazie ai nostri avi e alle pratiche culturali e sociali. L’obiettivo principale è quello di permettere alle persone di auto-correggere i propri comportamenti in modo naturale e autonomo, evitando così la necessità di ricorrere a farmaci o medicinali tradizionali, favorendo un approccio consapevole al cambiamento.